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Allo stato attuale delle indagini non è possibile proporre una delimitazione di gruppi culturali; sono comunque percettibili nella cultura materiale contatti - di diversa intensità nelle varie fasi - sia in senso verticale che trasversale. L'alto bacino del Livenza privilegia i rapporti con l'ambiente del Veneto orientale sia di pianura che prealpino ma anche quelli con il Trentino retico ed il Tirolo occidentale, in forma più rarefatta con l'area prealpina slovena occidentale, dove il grande centro di S. Lucia di Tolmino nella avanzata età del Ferro riveste il ruolo di collettore e distributore di elementi balcanici, veneti, centroalpini e alpinoorientali. La Carnia mostra rapporti privilegiati con l'area veneta prealpina e alpina, con l'alta valle dell'Adige e del Gail e con l'Alto Isonzo. L'alta val Natisone si collega soprattutto, oltre che con il Friuli centrale, con il mondo prealpino sloveno. Per le fasi successive dell'età del Ferro i dati archeologici recenti, pur ancora troppo poco valutati, paiono dimostrare la compresenza nell'Alto Friuli negli ultimi secoli del I millennio (III-I) di elementi celtici e venerici, e sono documentati rapporti, più o meno stretti, a partire almeno dal II secolo con l'area medio-italica.

 

La pedemontana pordenonese pare inserita appieno in un territorio controllato dai Veneri, e più specificamente da alcuni centri del Veneto orientaleh, nelle principali valli alpine paiono preminenti gli elementi veneto-italici: lo attestano per esempio dati, recentemente recuperati a Zuglio nella valle del Buti, sulla via dunque diretta a Nord nella valle del Gail dove era ubicato il santuario-emporio di Gurina noto per l'abbondante documentazione epigrafica in lingua veneta e celtica, tutta in alfabeto venetico.j Sulle alture, sugli altipiani e nelle valli minori paiono prevalere invece gli elementi celtici di origine medio danubiana, come si deduce dagli scavi e da recenti ritrovamenti in siti arroccati della Carnia centrale.k

Dati di notevole interesse, ancora per alcuni aspetti da definire, mettendoli in rapporto con le altre zone prealpine sono quelli provenienti dalla Val d'Arzino dove ad una fase in cui paiono documentati rapporti col mondo tardo retico periferico paiono sovrapporsi elementi di tipo celtico e venetico. La documentazione epigrafica sia in alfabeto venefico che latino, che è proveniente dalla Carnia e dalla media val Tagliamento, ed è per lo più è riferibile all'avanzata età della romanizzazione, dimostra anch'essa la continuità della compresenza di elementi celtici e venetici, cui si affiancano almeno dal tardo II o inizi I secolo quelli latini.l In tutta l'area anche se con maggiore o minore rapidità e profondità la romanizzazione si afferma in forma apparentemente non traumatica.

hMontereale   Valcellina 1996.

i Museo archeologico 1997, p.20-21, 66 ; VITRI c.s.

j da ultimo JABLONKA 1992.

k RIGHI c.s.

l CREVATIN 1995; MAINARDIS 1990.

Per quanto riguarda i modi dell'insediamento, nonostante la disomogeneità della documentazione, sembra lecito leggere alcuni caratteri comuni, deducibili dalla documentazione raccolta nei siti sinora indagati, che paiono trovare riscontri abbastanza puntuali con i dati, molto più consistenti, del restante comprensorio alpino centroorientale e orientale.

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