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Modalità insediative e tecniche costruttive tra l'età del ferro e l'età della romanizzazione in Friuli:
gli abitati di Montereale Valcellina (PN) e Flagogna (UD)

Solo negli ultimi 15 anni sono state condotte indagini archeologiche in contesti dell'età del Ferro nell'area pedemontana e montana del Friuli ed è recentissimo il riconoscimento della notevole ricchezza degli insediamenti preromani di quest'area, la cui conoscenza - in particolare per quanto riguarda la II età del Ferro -, riveste una grande importanza per la comprensione di fasi chiave del periodo preromano e della romanizzazione di tutta l'Italia nordorientale.I dati riguardanti la tarda protostoria del comprensorio e più in particolare i caratteri dell'insediamento - che provengono soltanto da alcuni scavi sistematici (Casteiraimondo) e da una serie di interventi urgenti e di archeologica preventiva (Montereale, Flagogna, Zuglio) sono dunque ancora estremamente lacunosi anche se in una fase di rapido accrescimento.a

Sulla base di ritrovamenti ottocenteschi e di indagini condotte in tempi più o meno recenti nei territori contermini (vedi la documentazione proveniente dal Bellunese, dalla Carinzia e dalla Slovenia nordoccidentale) già da tempo era stato affermato che l'Alto Friuli nella prima età del Ferro doveva essere ben inserito nella rete di scambi che collegavano la pianura veneta al mondo hallstattiano ed era stato sostenuto che uno dei principali assi di collegamento tra mondo italico e transalpino era il percorso valle del Piave - passo Mauria - alta valle del Tagliamento. E' stata anche recentemente inoltre riconosciuta l'importanza in età protostorica dell'itinerario pedemontano che doveva probabilmente collegare trasversalmente il Veneto nord orientale con i grandi insediamenti dell'alto Isonzo (Caporetto, S. Lucia).b

Praticamente nulla era la documentazione archeologica riguardanti le fasi La Tene del territorio e dubbia - anche a causa dell'ambiguità delle fonti - era dunque la collocazione geografica e culturale dei Carni, popolazione ritenuta celtica dagli antichi, e discusso il "confine" con il territorio dei Veneti.c

Allo stato attuale della ricerca pare di poter sostenere che l'alto Friuli nell'età del Ferro fu abitato capillarmente e per lo più con notevole continuità (Fig. 1): alcuni gruppi umani risultano insediati stabilmente nello stesso sito almeno da una fase tarda dell'età del Bronzo Recente fino alla Romanizzazione: l'esempio meglio documentato è Montereale (vedi § 2) nella pedemontana pordenonese; un esempio di straordinaria continuità è quasi sicuramente il sito sul Colle Santino (m 404 s.l.m.) ad Invillino nell'alta Val Tagliamento, in cui vi sono indizi di frequentazione già nel Medio o Tardo Neoliticod; sono insediati almeno da fasi avanzate delle prima dell'età del Ferro alcuni siti della Gamia, come Paularo (m 700 s.l. m.) dove è in corso di scavo una necropoli ad incinerazione in cui sono sinora documentati materiali dal VII al I sec. a. C.e e Zuglio dove recentemente sono stati individuati resti dell'abitato dell'età del Ferro sul ripido pendio meridionale del colle di S. Pietro (m 500 s.l.m).f In alcune zone pedemontane e prealpine pare di poter cogliere gli indizi di una colonizzazione o ricolonizzazione, che privilegia i siti sommitali, nella tarda età del Ferro, come a Castelraimondo (m 441 s.l.m) e Flagogna (m 229 s.l.m.) alla confluenza dell'Arzino nel Tagliamento.g

a Dall'anno in cui si tenne il Convegno (1995) alla data di edizione degli Atti, sono state condotte ricerche e compiuti ritrovamenti che hanno sensibilmente mutato il quadro delle conoscenze e delle prospettive di interpretazione riguardo il territorio trattato; molti dati e materiali sono stati editi in lavori di insieme (vedi in particolare La Protostoria 1996) e in contributi tematici (per Montereale in particolare vedi: VITRI 1995 e La casa dell'età del ferro 1998; per l'alto Friuli : VITRI, GIOVANNINI CONCIMA 1997 e VITRI c.s.). Si è ritenuto quindi di mantenere i principali contenuti della comunicazione compiendo un aggiornamento al 1998 dei dati ove necessario o opportuno; facendo però riferimento all'edito per alcuni temi o materiali già ampiamente resi noti. In particolare il quadro delle conoscenze sull'alto Friuli è sintetizzato in VITRI c.s. (con ampia bibliografìa).

b Recentemente: DE MARINIS 1988, p. 117; RIGONI ROSADA 1988; VITRI 1995; GAMBACURTA c.s.

c Sulla problematica dell'interpretazione delle fonti classiche vedi VEDALDI IASBEZ 1994; per l'interpretazione più accreditata e che trova sempre conferme sempre più puntuali nelle fonti archeologiche CASSOLA 1989.

d Museo archeologico 1997, fig. 2.

e CORAZZA, VITRI 1997

f Museo archeologico 1997, VITRI c.s.

g Castelraimondo I, 1992 e II, 1995; VITRI c.s. e § 4.

Fig. 1 - L'Alto Friuli nell'età del Ferro.

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