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Questo esemplare presenta un' immanicatura abbastanza sottile con alette di forma foliata non molto rientranti, spalla marcata, lama slanciata e decisamente più larga dell'immanicatura.Anche la seconda ascia rinvenuta - invece - sulla sponda orientale del fiume ( lungh. cm 16,4; largh. max della lama cm 6,2 ) è “ad alette”, con spalla poco marcata, breve tallone convesso, lama leggermente più larga dell'immanicatura molto simile ad esemplari attribuibili anch'essi alla prima età del Ferro.Risulta più complessa ( per la scarsità di studi prettamente tipologici su questo tipo di manufatti) un'attribuizione cronologica sicura per la cuspide di lancia con lunga lama foliata di forma ovale ( caratterizzata da leggere solcature lungo i margini), punta leggermente arrotondata e breve tallone ( lungh. cm 24,1; largh. max cm 4,1).Come per la spada anche nel caso della cuspide di lancia riscontriamo delle caratteristiche che avvicinano i reperti della bassa Valcellina ai territori dell'Italia nordoccidentale e che, pertanto, potrebbero attestare l'esistenza di rapporti tra queste aree durante le ultime fasi dell'età del Bronzo.Asce, spade e lance simili a quelle raccolte nel greto ghiaioso del Cellina, sono state scoperte anche presso altri corsi o letti di fiumi e torrenti.Qualora si riconoscano nelle asce non degli utensili d'uso quotidiano, bensì delle armi, si potrebbe collegare questo complesso di oggetti bronzei ( come anche gli altri numerosi rinvenimenti simili avvenuti nelle regioni dell'Italia settentrionale), all' attività bellica.Non confermerebbe questa ipotesi, d'altra parte, la frequente scoperta, in alvei fluviali, di falcetti brozei; questi utensili potrebbero piuttosto essere considerati pertinenti a contesti abitativi situati presso le rive dei fiumi oppure a “ripostigli” sconvolti da piene o dall'erosione delle sponde, e non offerte votive.Si potrebbe formulare l'ipotesi che armi, forse anche utensili, e - anche se molto più raramente - oggetti d'ornamento, venissero volutamente gettati o deposti nelle acque, assumendo così un valore rituale.Molte sono le opinioni espresse dagli studiosi sui carattteri di una tale offerta.Sicuramente i corsi fluviali costituirono durante la protostoria vie di transito e trasporto comode e veloci, favorendo così gli scambi sia culturali che commerciali.La navigazione non era, certamente, sempre sicura e scevra di rischi; pertanto l'offerta al fiume di un oggetto di bronzo ( che aveva un notevole valore) poteva essere di buon auspicio ed assicurare un esito favorevole al viaggio:il sacrificio di un bene prezioso avrebbe fornito cioè la protezione “divina” ad un bene ancora più prezioso ( la vita e le merci trasportate).
 

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