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La prima occupazione (bronzo recente e finale)

Le più antiche tracce di frequentazione umana dell'area sono alcuni ritrovamenti sporadici nella zona umida alla base del Monte Spia, che si attribuiscono all'Eneolitico e al Bronzo Antico (III - inizi del II millennio a. C.). In un epoca successiva, nel Bronzo recente (XIII - XI secolo a. C.), vengono frequentate le sommità delle principali alture, e cioè il colle di Grizzo, il Monte Spia e il colle del Castello.
A partire dal bronzo finale (XII - XI secolo a. C.) vengono occupate anche le pendici terrazzate delle colline e la parte settentrionale del terrazzo.
Qui è stata costruito e abitato uno degli edifici che si sono succeduti nell'area attuale dell'acquedotto.
La casa, con alzato in legno e muro a secco costruito contro il pendio, aveva delle partizioni interne costituite da graticci intonacati con limo.
Sul pavimento sono stati rinvenuti numerosi vasi, che si richiamano alla tipologia documentata per la "Cultura dei Campi d'Urne" diffusa nell'area centro-europea, denunciando la presenza di un collegamento con i gruppi insediati all'esterno delle Alpi.
 
Appartengono a questo periodo delle antiche armi di bronzo ritrovate nel greto del torrente Cellina.

Le armi offerte al Cellina

Tra il 1983 ed il 1986 sono state trovate allo sbocco del Cellina in pianura, nel greto del torrente a nord del Ponte Giulio, sono state trovate due spade e una punta di lancia in bronzo, che si possono datare al bronzo recente e finale (XIII - XII secolo a. C.).
La presenza di armi presso i corsi d’acqua è ben attestata in tutta Europa a partire dal XIII secolo a. C. e viene comunemente interpretata come un'offerta votiva collegata a un culto delle acque, ad esempio come gesto augurale per ottenere un esito favorevole al viaggio attraverso quelle acque, che nell’antichità erano importanti vie di transito e di scambio.

Si può supporre, quindi, che fin dall’età del bronzo recente venissero tributate, a Montereale, ad una divinità fluviale delle offerte, che avevano luogo in un punto particolare del torrente Cellina. Forse il rito avveniva nelle prossimità di un antico guado per propiziarne l’attraversamento. In ogni caso sembra di scorgere in questo una prima manifestazione di una religiosità legata alle acque, il cui rinnovarsi si segue poi per millenni.

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