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MONTEREALE DALLA PREISTORIA AL MEDIOEVO

La spada dell'età del bronzo dedicato alla divinità fluviale del Cellina.
 
A destra: lo strumento musicale popolare del XVI trovato tra i resti del castello.
Uno sguardo a fasi storiche e a strati archeologici attraverso i segni dell'uomo, dai primi frequentatori dell'età del bronzo (XIII - XII secolo a. C.) ai pastori che nel XVI secolo si soffermavano tra le rovine del castello medievale.

I segni di un insediamento di lunga durata

Montereale Valcellina, già nota alla fine dell'ottocento per importanti ritrovamenti di età romana, è oggi conosciuta come una delle principali località di interesse storico e archeologico dell'intera regione. Punto nodale per le relazioni commerciali della regione sull'importante direttrice di traffico pedemontana che collegava i centri della pianura veneta e friulana con le Alpi, l'area di Montereale, grazie alle indagini archeologiche condotte con sistematicità a partire dal 1985, e ancora in corso, ha restituito i resti di un insediamento esteso tra il colle di Grizzo, il colle del Castello ed il torrente Cellina, con sostanziale continuità abitativa dall'età del bronzo all'età romana e consistenti testimonianze d'epoca tardoantica e altomedievale.La costante attenzione verso l'affiorare di indizi e l'impegno dedicato agli approfondimenti permette di seguire l'insediamento nella lunga durata nelle tracce sovrapposte: l'occupazione iniziale delle alture (XIII - XI secolo a. C.), l'espansione dell'insediamento sul terrazzo e sui versanti orientali delle colline (IX - VIII secolo a. C.), un primo periodo di fioritura (V secolo a. C.) e, dopo una fase di difficoltà, una seconda fioritura coincidente con la romanizzazione (II - I secolo a. C.), il momento romano antico, che si esaurisce, e quello tardoantico in cui si afferma un centro di diffusione del cristianesimo (V secolo), l'insediamento di feudatari residenti, le cui vicende sono segnate nella vita del castello, dalla sua costruzione alla sua rovina.
 

La sovrapposizione degli strati

La successione di diverse fasi di sviluppo dell'abitato attraverso i secoli è particolarmente percepibile nell'area dell'Acquedotto. Gli scavi archeologici condotti con rigoroso metodo stratigrafico, hanno permesso di identificare e descrivere chiaramente in essa la sovrapposizione di quattro strati con resti di strutture e materiali di quattro diversi periodi storici.
Legenda Le quattro fasi nell'area dell'acquedotto
I reperti rilveati nello strato più profondo si collocano nell'età del bronzo finale. Sopra ad esso si trova uno strato corrispondente alla matura età del ferro iniziale. A questo si sovrappongono poi ancora due strati, che testimoniano della vita in due distinti momenti della più tarda epoca della romanizzazione.

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